Le opere realizzate a Palermo all'inizio dell'Ottocento
sono caratterizzate dal ritorno della cultura neoclassica che aveva influenzato gran parte
del continente già alla fine del Settecento.
Tali lavori hanno, come comune denominatore, l'idea per cui
gli strumenti tipologico-formali devono essere mutuati dalla cultura architettonica
greco-romana, adattata però alle esigenze moderne. Vi è anche un ritorno del gotico, del
gotico-veneziano e dell'architettura medievale.
Con Giovan Battista Filippo Basile, il recupero del patrimonio
del passato siciliano attesta una profonda adesione alla cultura romantica; egli evidenzia
la singolarità e l'originalità dell'architettura siciliana, espressione di circostanze
naturali e di sentimento religioso e civile combinato con le specificità del clima e del
territorio.
La seconda metà dell'Ottocento è invece segnata da un deciso
rinnovamento della città, che mira al raggiungimento di una città moderna e funzionale.
Nel campo della pittura, artisti quali Michele Catti, Francesco Lo Jacono ed Antonino Leto
hanno reso con maestrìa i nostri paesaggi.