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La Settimana Santa e le Festività Pasquali sono vissute, dai Cefaludesi, con grande religiosità e nel rispetto delle tradizioni. La Domenica delle Palme essi portano i mazzuna, rami di ulivo, e le palme, perché siano benedetti durante le funzioni religiose, celebrate in tutte le parrocchie. I ramoscelli di palma sono intrecciati, seguendo un’antica tradizione, in modo da formare composizioni molto animate, e si presentano con quella tipica colorazione gialla perché raccolti quando sono ancora teneri, assieme ai ramoscelli di ulivo adorneranno le case, portando, al loro interno, il favore divino.
Intanto si preparano i sapurcari, tradizionali composizioni realizzate con piantine di grano disposte su piatti o vassoi. Affinché assumano quel colore giallo pallido che li rende particolari, i semi, da cui sono originate le piantine, vengono fatti germogliare al buio Essi costituiscono il fulcro delle decorazioni che servono ad agghindare gli altari dove viene esposto il Santo Sepolcro, in vista della visita che riceveranno dai cittadini, il Giovedì Santo, quando questi faranno ‘a cierca.
Intanto, le brave massaie, preparano i pupa cull’uovu, tradizionali biscotti pasquali che, in forma di panierini, agnelli, pesci, colombe etc., ricoperti di zucchero e di riavulicchi (lett. Diavoletti; costituiscono la minuta e policroma decorazione puntiforme realizzata con lo zucchero), inglobano nella loro architettura uova intere.
Il Venerdì Santo si svolge la Processione. Dalla chiesa di S. Antonino il fercolo dell’Addolorata, infiorato di gigli e splendidamente illuminato, seguito dalle Autorità e dalla Banda, si muove per riunirsi in piazza del Duomo all’altro corteo, quello del Cristo Morto, che, invece si muove dalla chiesa di S. Giovanni dell’Itria. Da piazza Duomo il corteo processionale percorre le vie principali della città. Aprono la Processione i ragazzi del Catechismo e dell’Azione Cattolica, tra loro alcuni bambini e bambine in abito monacale o vestiti da angioletti, in rosa e in celeste, portano fiori che spargono lungo il cammino, tra loro la Veronica, una bambina vestita di nero, con i lunghi capelli che le coprono il viso, recante un lenzuolo bianco con su impresso il volto di Gesù; seguono le Confraternite della SS. Trinità, di S. Nicola, del SS. Sacramento, dell’Itria e San Giovanni Evangelista; le suore, il Seminario e il Clero con il Vescovo precedono, poi, il simulacro del Cristo Morto seguito dalla Banda, quindi la Confraternita dell’Annunziata che precede il simulacro dell’Addolorata seguito, a sua volta, dalle Autorità cittadine, dalla Banda e da uno stuolo di fedeli. Al seguito dei fercoli, immediatamente prima delle Autorità, da qualche anno, sono ammessi coloro che, per grazia ricevuta , camminano ‘n piruni (a piedi scalzi). Il procedere della processione viene scandito dal suono della truoccula, sorta di strumento a percussione che durante la Settimana di Passione sostituisce il suono delle campane ed il cui suono, anticamente, annunciava anche l’arrivo ru frati ra cierca del frate, cioè, che andava in giro a raccogliere elemosine ed offerte per il proprio convento. Il ritmico suono dà il segnale per la sosta del fercolo, per lasciar riposare i portatori, o per riprendere la marcia.
Il lunedì, dopo la Pasqua, tutti vanno a satari i vadduna (tradotto letteralmente: a scavalcare i torrenti). E’ questa l’originale maniera di indicare la tradizionale scampagnata del Lunedì dell’Angelo il cui variegato menu è il seguente: ……………………. |