COMMENTI
Questa sezione raccoglie una serie di commenti illustri alla raccolta fotografica di Nino Liberto.
Immancabile, puntuale, ineluttabile, dopo ogni manifestazione alla quale partecipo, trovo, sulla mia scrivania, in Municipio, un ordinato mazzetto di fotografie.
Alla maniera delle foto di una volta, esse hanno il bordino bianco. Le riconosco subito. Sono le foto scattate da Nino Liberto, cronista, attraverso le immagini, degli avvenimenti di Cefalù, ruolo che svolge con caparbia e febbrile operosità. Nulla gli sfugge. Inforcata la sua motoretta, la borsa a tracolla, sembra impersonare la figura de “paparazzo” di altri tempi. Al contrario di quest'ultimo, egli non cerca volti famosi o luoghi proibiti. I suoi soggetti sono i volti e i luoghi di tutti i giorni, filtrati dalla sensibilità di uno che ha amato la fotografia sin da ragazzo e Cefalù da sempre. L’amore per la sua città traspare da tutte le sue foto, non importa quali siano i soggetti: panorami, vicoli, monumenti e personaggi sono ritratti con uguale passione e con lo stesso garbo.
Attraverso le immagini di questa mostra, Nino Liberto racconta Cefalù col commento dei professor
Steno Vazzana. Un'occasione, questa, da non lasciarsi sfuggire, raccogliendo, in questo volume, immagini e commento, affinché le belle foto di oggi diventino i documenti di domani.
ON. ARCH. SIMONA VICARI
Sindaco di Cefalù
NELLE FOTO LE EMOZIONI...
Solo pochi riescono a rimanere freddi di fronte ad una fotografia. Per gli altri, molti, essa costituisce motivo di grandi e piccole emozioni, in relazione all'immagine proposta.
Amici, parenti vicini e lontani, antenati, panorami e città diventano reali nell'attimo della presa visione della foto. Talvolta, persino luoghi e volti sconosciuti riescono a dare forti emozioni.
Per me, invece, ogni fotografia, indipendentemente dal soggetto, diventa il tramite per un viaggio a ritroso nel tempo, fino alla mia adolescenza, quando, curioso e indagatore, vedevo mio zio Totò, nel suo studio, intento al ritocco minuzioso di una lastra.
I pennelli scivolavano tra le sue mani con destrezza: là schiarendo, qui integrando. Nell'aria l'odore degli sviluppi, in un angolo l'inginocchiatoio o la colonnina per la foto della Prima Comunione.
Il mio pensiero, allora, non può non andare a quella foto scattata da mio padre, a Cefalù, sul finire della Seconda Guerra Mondiale, durante la visita dei Re, catturato dall'obiettivo mentre, in auto fende la folla.
Ecco i sentimenti che mi suscita la presentazione di questo prezioso volume che, assieme alle fotografie di Nino Liberto e ad autorevoli commenti e contributi, propone, diligentemente redatta da Nico Marino, una Storia della Fotografia Cefalutana, venendo così a costituire un documento completo sia per i contemporanei che per le future generazioni.
PROF. GiUSEPPE BARRACATO
Assessore alla Cultura
LA FUNZIONE DELLA FOTOGRAFIA NELLA VITA CONTEMPORANEA
La fotografia, nella vita contemporanea, svolge una funzione fondamentale. Ogni attività umana, in un modo o nell’altro, se ne serve; è indispensabile alla scienza come all’industria; ha dato origine a tutti i mezzi di comunicazione di massa e si diffonde quotidianamente in migliaia di giornali, riviste, opuscoli.
la fotografia ormai fa parte integrante della vita quotidiana, si è talmente inserita nelle attività sociali che, paradossalmente, non la vediamo più a forza di vederla.
la sua caratteristica è quella di essere accolta ed usata, come mezzo di comunicazione, in egual modo da tutti gli strati sociali: essa è infatti il mezzo di espressione tipico di una società fondata sulla civiltà tecnologica ed è, per questa società, lo strumento primario ed indispensabile per comunicare.
La sua capacità di riprodurre esattamente la realtà esteriore - capacità inerente alla sua tecnica
- le conferisce un carattere documentario e la fa apparire come il procedimento di riproduzione più facile, apparentemente più imparziale, della vita sociale.
La Fondazione Mandralisca ha deciso di organizzare la mostra fotografica di Nino Liberto e di pubblicare il catalogo per raggiungere due finalità: dare l’opportunità a Nino Liberto di esporre le sue foto, di “comunicare” con gli altri e nello stesso tempo di documentare, proprio attraverso quelle foto, la realtà di una comunità in tutti i suoi aspetti.
La realtà “fisica” (i paesaggi, gli edifici, i luoghi), la realtà “sociale” (l’uomo, le sue attività, i suoi riti) sono infatti documentate con cura e con poche omissioni dalle foto di Nino Liberto e solo attraverso la fotografia rimarranno nel corso degli anni, nello scorrere inesorabile del tempo, documenti fedeli e imparziali della nostra comunità.
Noi crediamo infatti che tra i compiti della Fondazione, del Museo ci sia anche quello di “tramandare”: se attraverso la biblioteca, attraverso i manoscritti la Fondazione “conserva” e “tramanda” le attività della società dei ‘700 e dell’800, attraverso invece le foto dei Nostro “conserverà” e “tramanderà”, servendosi di un mezzo di comunicazione più sofisticato e, per certi versi, più imparziale della scrittura, le attività della società di questo fine secolo.
Questa mostra è quindi una “operazione’ non solo artistica ma ha forse la sua più importante valenza nell’essere una sorta di futura “memoria storica” di una comunità.
MANLIO PERI
(Presidente della Fondazione Mandralisca)
FIGLIO "D'ARTE"
Mi è venuto spontaneo “Ieggendo" e "studiando" le immagini di Nino Liberto, dire a me stesso: "Non poteva essere diversamente”! Chiaro riferimento al di lui amore per Cefalù, ma soprattutto il pensiero mi è corso al padre, al poeta
- sarto Giuseppe Liberto che ho avuto il bene di conoscere (anche se ero molto ragazzo), perché assiduo, appassionato frequentatore dei salone di mio padre; poi di amarlo per le composizioni così umane, così ricche, dal ritmo dolce, conducente e fascinoso ("presumo” di poter ciò dichiarare sentendomi più maturo spiritualmente) e dalla tecnica linguistica che tanto meravigliò, essendo egli un autodidatta, persino personalità quali il Cesareo.
Per i più giovani dico che Giuseppe Liberto è l'autore della raccolta poetica “Cefalù e il Salvatore”, il cantore delle bellezze dell'anima cefalutana, dei luoghi, degli uomini, delle cose che ci appartengono...
Nino, il figlio, anch'egli, attraverso le immagini fotografiche è il “cantore" del cuore della nostra Città, di questo nostro centro storico, che appartiene a tutti, punto di riferimento certo così mirabilmente, superbamente, fortemente "protetto" dalla Rocca, dalla Cattedrale e da quel Cristo pantocratore che "appartiene” ed è.amato "visceralmente" dai cefalutani, ma che universale è perché luce e luce di amore per l'Umanità intera.
Nino Liberto è ancora noto ad una certa generazione quale zelante Vigile urbano nella nostra Città per cui, oggi “fotografo" è quasi un inedito... Alla presente generazione è noto, direi universalmente, quale "attento”', “pignolo” osservatore, pronto a ritrarre ogni particolare di questa Città, "preoccupato" quasi che qualche cosa gli possa sfuggire, da non poter affidare alla futura memoria.
Dunque, a settanta anni, da molti come me di altra generazione, Nino Liberto si è fatto "scoprire”. Un personaggio, dunque, che è approdato all'arte io dico, stante le sue radici in modo assolutamente naturale. Con il suo obiettivo è riuscito nella “contaminazione” con la musica e la poesia. Mutuo per me quanto affermato dal "nostro" maestro di vita e di pensiero il Prof. Steno Vazzana.
Poesia e musica del cuore, dell'amore per le "cose" dalle quali Nino Liberto è alimentato spiritualmente. L’amore per ogni angolo di Cefalù è l'ispirazione di fondo che gli fa sopravanzare ogni aspetto e fanno di lui un'artista della fotografia. Quelle di Nino Liberto sono immagini di grande suggestione e di grande valore. Dico di più: sono un'indicazione anche educativa per i più giovani perché essi colgano dalle "cose cefalutane" quel quid che deve far vibrare la nostra anima, che delizi i nostri sensi, che meravigli per quanto l'uomo ha saputo creare, realizzare, ed anche conservare nei secoli e di cui Nino Liberto mostra (e non lo nasconde) d'essere fortemente geloso. Ma è un errore ritenere che egli pensi ad una Cefalù Museo in cui vi si mummifi il passato. Le sue immagini vogliono essere testimonianza di una
Cefalù vera, caratteristica nei suoi aspetti architettonici e paesaggistici, ma viva e che deve vivere nella sua stessa dimensione e della sua stessa dimensione.
Nella sua antologia fotografica vi è un non celato monito: quello di aver riguardo per gli spazi, per le piccole e le grandi cose che fanno di
Cefalù quella città che i tanti hanno ammirata, apprezzata e per la quale ci si impegna e ci si deve impegnare perché si continui a vivere a dimensione umana.
lo sono profondamente convinto e sento di poter dichiarare che, così come il padre, Nino Liberto con questa sua antologia fotografica, vuol affidare alle generazioni future un "documento" di grandissima valenza culturale e artistica per il quale dobbiamo essergli grati, ma soprattutto vuol lanciare un accorato messaggio d'amore per la nostra
Cefalù.
PROF. DOMENICO PORTERA